Violenza sui bambini: Pubblicità geniale

ANAR Foundation è un’organizzazione che cerca di aiutare i bambini che subiscono violenze, hanno creato una pubblicità geniale, visibile solo ai bambini e nascosta agli occhi degli adulti.

Si sa, quando si crea una pubblicità la cosa più importante è conoscere il proprio target, vale a dire le persone alle quali si vuole far vedere la propria campagna. ANAR Foundation grazie all’agenzia Grey (entrambe spagnole) sono riuscite a mettere in pratica la regola più importante dell’advertising in maniera eccelsa, anzi, sbalorditiva.

Lo scopo di ANAR è quello di comunicare ai bambini quale sia il numero di telefono da chiamare nel caso subissero abusi, chiaramente però un ipotetico aggressore non lascerebbe che il bambino guardi una campagna pubblicitaria del genere.

Ecco l’idea: Una campagna pubblicitaria, due messaggi diversi per due destinatari diversi.

Lenticolare geniale.

Grazie all’utilizzo della stampa lenticolare sono riusciti a mandare un messaggio ai reali destinatari della campagna, i bambini.

Anar - Progetto

La stampa lenticolare era nata negli anni ’40, solitamente utilizzata per cercare di simulare il 3D su supporti 2D, spesso è utilizzata su cartoline e magneti da frigo.

Cosa vede un adulto.
Cosa vede un adulto.
Cosa vede un bambino.
Cosa vede un bambino.

Solo il bambino vede il numero da chiamare nel caso subisse violenze, l’adulto vede solo un’avvertenza.

Ecco il video che spiega questa campagna e questa tecnica pubblicitaria:

Per gli addetti ai lavori ecco i nomi di chi ha lavorato alla campagna:

Advertising Agency: Grey, Spain
Chief Creative Officer: Antonio Montero
Executive Creative Director: Javier García Monserrat
Creative Directors: Fernando Riveros, Matías López Navajas, María Salomón
Art Director: Jesús Martínez, Nacho Capelo, Javier García. Maestro
Copywriter: Álvaro Montes, Nuño Martín
Art Buyer: Mayte Carabias
Account Director: Lucía Gómez Hortigüela
Account Executive: Mar Portela
Client Contact: Tomás Lagunas, Marisa Sarralde, Benjamín Ballesteros, Marta Ruiz-Castillo

 

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