Perché non si sorrideva nelle vecchie foto?

Lo avete mai notato? In tutti i ritratti d’epoca i soggetti sono seri, imbronciati, mai e poi mai sorridenti. Perché? Quali sono le motivazioni di questo fenomeno così comune?

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Guardando vecchissimi album di famiglia, o in generale foto d’epoca si può notare che nessuno dei soggetti sorride, mai. Lo avevate mai notato?

E’ un fatto curioso, ma sicuramente motivato, proviamo a darci qualche spiegazione plausibile.

I primi dagherrotipi sono risalenti alla seconda metà del 1800, l’igiene personale non era sicuramente un punto forte di questo periodo storico, soprattutto quello orale. Proprio per questo motivo c’è chi dice che le persone non sorridevano nelle fotografie appunto per non mostrare denti cariati o assenti, per non rovinare l’estetica della foto.

Escludiamo così la teoria dell’igiene orale.

E’ una teoria interessante, ma confutabile dicendo che se tutte le persone dell’epoca avevano i denti cariati, il fatto di vederli o meno in fotografia non sarebbe stato notato, essendo una cosa normale. Si sa, la bellezza e l’estetica sono sempre in relazione all’epoca nella quale si vive, basti pensare che qualche decina di anni fa non c’era l’abitudine di depilarsi, ora invece è considerato un must, oppure che in passato la donna in carne era considerata l’apoteosi della bellezza, cosa che accade ora al contrario con lo standard della ragazza più magra, gli esempi che si potrebbero fare sono millemila

Sorriso: nel passato e ora 05Un’altra teoria molto interessante, ma questa volta più veritiera è quella del problema tecnico.
In questo caso la motivazione della mancanza del sorriso è molto più plausibile: la prima fotografia scattata da Nièpce risale al 1826, raffigura il panorama visibile dalla finestra della camera del fratello e per essere scattata ha richiesto più di otto ore di posa.

Con lo studio e la scoperta di nuove tecnologie Nièpce e Daguerre sono arrivati ad avere fotografie impressionabili prima in qualche decina di minuti, poi in una quindicina di minuti.

Agli inizi del 900 era normale impiegare dal mezzo minuto alla decina di minuti per poter registrare un’immagine, ed ecco il problema tecnico.

Riuscireste voi a sorridere per 1-2-5-10-x minuti?

Per eseguire il ritratto il soggetto doveva rimanere immobile per tutto il tempo di scatto, si utilizzavano anche dei sostegni studiati apposta per non far muovere la testa e non far risultare mossa la fotografia, ma riuscire a sorridere, immobili, alla stessa maniera, per diversi secondi o minuti era troppo rischioso. Non ci si poteva permettere di buttare via costosissime lastre a causa di un viso mosso.

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Arriviamo ora alla vera motivazione per la quale non troviamo sorrisi nelle foto d’epoca.

L’apparire, ecco la risposta, il sembrare quello che non si è, o al contrario, non sembrare quello che si è.

Mi spiego: nel 17° secolo le uniche persone che si era abituati a vedere sorridenti, nella vita di tutti i giorni e nelle opere d’arte erano i poveri, i maliziosi, gli ubriachi, gli innocenti e i burloni (o i comici).

Come possiamo quindi pensare che una persona normale voglia apparire come ubriacona in una fotografia?

Essere fotografati era un’occasione così rara, e costosa, da non potersi permettere di fare tanto i simpatici davanti alla macchina da presa, gli scatti possibili erano pochi, bisognava cercare di sfruttarli al massimo per non buttare via un momento simile. Sicuramente nessuno sarebbe stato felice di far vedere fiero il proprio dagherrotipo a qualche amico e sentirsi dire “Ma eri ubriaco?“.

Insomma, se in passato volevi apparire di alto livello dovevi essere serio. Punto.

Persino Abraham Lincoln, noto per il suo umorismo e la sua simpatia, è ricordato per le sue serissime espressioni dei suoi ritratti ufficiali.

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E ora invece? Perché si sorride?

Dopo questa breve analisi alla ricerca di una possibile motivazione per la quale le persone nel passato non si facevano fotografare sorridenti sarebbe interessante cercare di capire perché invece ora sia nato il fenomeno del cheese davanti alla macchina da presa.

La motivazione è semplice: viviamo in un mondo dove ogni secondo vengono caricate 3.500 foto su Facebook. Il costo della fotografia è infinitamente minore rispetto a quello di soli cento anni fa, un click digitale non costa nulla, c’è quindi spazio per foto serie, foto scherzose, foto idiote, foto, foto foto e ancora foto.

 

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