I vestiti anti-paparazzi (aka da Photobomber)

Il DJ Chris Holmes ha pensato di creare una linea di vestiti anti-paparazzi. Vestiti che riescono a far sbagliare gli automatismi delle macchine fotografiche rendendo la persona irriconoscibile. Era solo un concept, ma ora saranno effettivamente in vendita.

All’apparenza sembrano vestiti normali, di colore grigio, ma sono stati rivestiti di microparticelle di vetro, il risultato? Un materiale iper riflettente.

Trovo questi vestiti geniali, utili per mantenere la propria privacy in un mondo dove tutto viene continuamente fotografato, ma soprattutto credo siano uno strumento must-have se si vuole passare una serata da Troll in discoteca. Immaginate quante odiose foto di gruppo tutte uguali si potrebbero rovinare con una giacca simile. Ok, si, piuttosto infantile, ma sapete che divertimento?

Vestiti anti-paparazzi #02

Dal punto di vista tecnico come funzionano?

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I supereroi Sacha Goldberger

Sacha Goldberger, già famoso per alcuni suoi progetti personali fatti in passato, ha di recente pubblicato una galleria che ha catturato l’attenzione di molti internauti, famosissimi eroi, rivisitati con lo stile del XVI e XVII secolo.

Con piacere condivido con voi uno dei progetti più interessanti che abbia visto di recente: sto parlando di Super Flamands, progetto di Sacha Goldberger.

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Google Glass: futuro o futuro fail? [test&riflessioni]

É da almeno due anni che sentiamo parlare dei Google Glass, i fantomatici occhiali futuristici prodotti dalla grande G. Se ne discute, si cera di capire quali siano i pregi e quali i difetti ma come spesso accade spesso se ne parla per sentito dire, gli esemplari attualmente disponibili sono non più di qualche migliaio. Ho avuto modo di provarli, questa è stata la mia impressione.
Non sono un filtro, ma un plus.

Mamma Google ci tiene a ricordare che si chiamano Glass e non Glasses perché non vogliono essere delle lenti attraverso le quali guardare il mondo, non vogliono essere un ulteriore filtro tra l’utente e la realtà. E’ solo Glass perchè si tratta soltanto di un prisma che si posiziona in alto del proprio occhio destro, vuole essere una cosa in più, non un ulteriore mezzo di alienazione, Google ha dichiarato fondamentale il fatto che la vista fosse libera lungo tutto l’orizzonte.

Ora come ora al mondo esistono poche migliaia di esemplari, gli attuali Leggi tutto “Google Glass: futuro o futuro fail? [test&riflessioni]”

Spot della Apple girato in 24h con soli iPhone

Il 24 gennaio è uscito uno spot che vuole celebrare la figaggine dei prodotti Apple, iPhone come se piovessero, neonati che usano iPad e videomaker che montano filmati con il loro Mac nel retro di una jeep che corre in mezzo al fango. Tutto nella norma insomma.
Una particolarità che ha catturato la mia attenzione: lo spot è stato girato e montato in un giorno e per le riprese sono stati utilizzati solamente iPhone e non videocamere professionali.

Prima di tutto, il video in questione è questo:

Nella pagina che la Apple ha dedicato a raccontare la storia di questo video si possono leggere un sacco di cose interessanti.
Il fatto che sia stato girato in una sola giornata fa la sua bella figura (per via dei vari fuso orari in realtà siamo più vicini alle due giornate che al singolo giorno, ma poco importa), e anche dire che siano soltanto usati iPone per le riprese fa il suo effetto, ma, meh.

Idea tanto inutile quanto geniale.

Parto col dire che l’idea di base è geniale, in questo campo la mela morsicata non si smentisce mai: non importa che quello che si fa sia sensato, basta che risulti figo.
Per fare questo video sono state utilizzate 15 troupe sparse in giro per il mondo, ognuna capitanata da un professionista di fama, ogni troupe ha Leggi tutto “Spot della Apple girato in 24h con soli iPhone”

Social Reputation: 10.000+ FB fan per 5$

Viviamo nel mondo digitale, nel mondo dell’ostentazione, nel mondo dove chi ha più followers vince. Ma… ha senso? Sempre il numero di fan di una pagina Facebook è direttamente proporzionale alla sua importanza? Parliamone.

Nel web marketing un’azienda se non ha followers nel web non esiste.
Riuscire a far girare il nome di un’azienda su internet (o la propria pagina personale) non è facile, bisogna dedicare molto tempo a questo scopo, scrivere news, interagire con i clienti, creare discussioni che a loro volta invoglino altri utenti a discutere e quindi a parlare del prodotto/marchio.

Come facevo a non conoscerlo?

Quante volte vi è capitato di sentir parlare di un personaggio/azienda/marchio per la prima volta, cercarlo quindi su Facebook o su qualsiasi altro social network, trovare la pagina fan e pensare questo personaggio piace a 100.000 persone, come facevo a non conoscerlo? E subito scatta anche il vostro like.

Il numero di followers sui social network conta, ma conta quasi solamente a livello psicologico, mi spiego: Leggi tutto “Social Reputation: 10.000+ FB fan per 5$”

#coglioneNO – rispetto per i creativi: i tre video

Una divertentissima, e verissima, campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi.

Attraverso il loro sito (e la loro pagina Facebook) gli Zero (Niccolò Falsetti, Stefano De Marco e Alessandro Grespan) hanno divulgato tre video nella speranza di sensibilizzare i clienti facendoli diventare più rispettosi verso i lavoratori degli ambiti creativi.

Quante volte ad un fotografo, grafico, truccatore o qualsiasi altro lavoro creativo viene detto “mi spiace, ma mi ero spiegato male! per questo progetto non c’è budget! è in tf*!”?

Ecco i tre video di cui sto parlando, divertenti, si, ma anche molto molto veri, fanno riflettere:

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“Lo specchio” di Ramon and Pedro

Amo vedere cortometraggi, amo vedere bei cortometraggi.
Quello che voglio farvi vedere oggi è un corto firmato Ramon and Pedro.

E’ la storia di un uomo, un qualsiasi uomo, da quando è bambino a quando invecchia, che fa una cosa naturale, che ognuno di noi compie diverse volte al giorno: guardarsi allo specchio.

[vimeo http://vimeo.com/45135870]

Ha vinto numerosi premi: Leggi tutto ““Lo specchio” di Ramon and Pedro”

It’s not happening here. But it is happening now.

Una campagna shock contro l’indifferenza verso avvenimenti, situazioni, realtà che non ci riguardano da vicino, ma che fanno parte del mondo in cui viviamo.

Amnesty International ha recentemente pubblicato una campagna pubblicitaria che ha da subito (e continuerà ancora per un bel po’) a far parlare di se. Si tratta di una campagna che vuole sensibilizzare le persone facendo riflettere sul fatto che se alcune situazioni non appartengono alle nostre realtà non significa che non esistano.
Penso che per ora sia solamente un concept e non una campagna effettivamente messa in atto, ma poco importa, sta compiendo il suo dovere alla perfezione.

Ecco la campagna: Leggi tutto “It’s not happening here. But it is happening now.”

Le mani di Babak Hosseiny

Babak Hosseiny è un art director, recentemente ha pubblicato su Behance un progetto che è stato subito molto apprezzato dalla comunità del famoso social network.

Babak ha voluto presentare così il suo progetto:

“If you do know that here is one hand, we’ll grant you all the rest.”
L. Wittgenstein [On Certainty]

​The original idea for this project was conceived around a Leggi tutto “Le mani di Babak Hosseiny”

I bambini e le loro stanze, nel mondo

James Mollison è un fotografo che ha girato gran parte del mondo, ha voluto fare un progetto che mi ha colpito molto: dove dormono i bambini nelle diverse parti del mondo?

Si intitola Where Children Sleep ed è un progetto di James Mollison, fotografo nato in Kenya nel ’73 e cresciuto in Inghilterra, ed è uno di quei progetti alla fine dei quali non ho potuto che pensare una cosa sola.

Ma quanto siamo fortunati?

Quanto siamo fortunati noi parte ricca del mondo? Si sa che la povertà esista, l’immagine dei bambini africani in lacrime è ormai uno standard nelle campagne di sensibilizzazione, ma quello che vediamo in queste foto non sono bambini che piangono Leggi tutto “I bambini e le loro stanze, nel mondo”