Enrico Tabacchi

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26/02/2015
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Il DJ Chris Holmes ha pensato di creare una linea di vestiti anti-paparazzi. Vestiti che riescono a far sbagliare gli automatismi delle macchine fotografiche rendendo la persona irriconoscibile. Era solo un concept, ma ora saranno effettivamente in vendita.

All’apparenza sembrano vestiti normali, di colore grigio, ma sono stati rivestiti di microparticelle di vetro, il risultato? Un materiale iper riflettente.

Trovo questi vestiti geniali, utili per mantenere la propria privacy in un mondo dove tutto viene continuamente fotografato, ma soprattutto credo siano uno strumento must-have se si vuole passare una serata da Troll in discoteca. Immaginate quante odiose foto di gruppo tutte uguali si potrebbero rovinare con una giacca simile. Ok, si, piuttosto infantile, ma sapete che divertimento?

Vestiti anti-paparazzi #02

Dal punto di vista tecnico come funzionano?

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I flash, quando sono impostati in TTL, cioè in modalità automatica, funzionano così: viene fatto un veloce lampo di luce, la macchina fotografica registra quanta luce serve per avere un’immagine correttamente esposta attraverso il calcolo della luce riflessa e quindi fa un secondo lampo di luce per scattare la foto. Il tutto succede in sequenza, in pochi decimi di secondo.

Se al primo lampo viene riflessa un sacco di luce dagli indumenti riflettenti allora la macchina penserà che nello scatto servirà un lampo di luce poco potente, facendo venire un’immagine molto sottoesposta.

Attualmente qualsiasi cellulare usa questa tecnologia, e spesso agli eventi anche le reflex sono impostate in questa modalità. Ecco perché questi indumenti potrebbero alterare non poche foto.

 

Sono vestiti non molto economici vista la tecnologia con la quale sono trattati, si va dai 406$ per la giacca ai 50$ per il cappellino con il frontino.

Ecco una galleria fotografica e poco dopo il video di presentazione di questi simpatici prodotti.

 

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17/11/2014
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Sacha Goldberger, già famoso per alcuni suoi progetti personali fatti in passato, ha di recente pubblicato una galleria che ha catturato l’attenzione di molti internauti, famosissimi eroi, rivisitati con lo stile del XVI e XVII secolo.

Con piacere condivido con voi uno dei progetti più interessanti che abbia visto di recente: sto parlando di Super Flamands, progetto di Sacha Goldberger.

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Per capire la mole di lavoro necessaria a fare un progetto del genere ci basta osservare la lista di persone che ha partecipato alla sua realizzazione:

Voici quelques images de la série exposée à la School Gallery d’Olivier Castaing. 20 Tirages encadres sur mesures.

Voici les gens qui ont travailles sur ce projet:

Seb Paris, Damien Pothier, Alexis Cherigny, Isaora Lejeannic, Nicolas Fleuré
stagiaire photo: Manon Clavelier

Casting: Felix the cast Elsa Georgelin

Chef costumière: Jackie Tadéoni,
Costumières: Clemence Blandin, Anne Chevrel, Aurelia Pusani, Margot Deon, Clara Bailly.

Chef maq : Annabelle Petit
Maquillage Sfx: Oriane Cattiaux
Assistantes maquillage : Stéphanie Jacquet, Yvane Rocher, simon Livet 
Prothèses effets speciaux : Alexis Kinebanyan 
Maquillage darth Maule: Morgane Creuzet

Chef Hair: Karine Walzack
Hair: Juliette Chupin, Elise Olivier Wong
Perruques: Mtl/ Marie Charlotte Quehin

Model Maker: Jean Ben

Retouches: Sébastien Maillard
Retouches et 3D : Pierrick Guenneugues/sparks

Dresseur: Fauna Film/ Manu Senra
Studio: Little grand Studio: Berangere Laurin
Bouf : Ava Lellouche 
Prod: Jennie Wagner, Mickael Szymurski, Roxane Dumonteil

Comédiens: 
Beuuuuurk le chien: Aurelie Ajzenberg

Mamika and Co
Mamika: Frederika Goldberger
Dark Papouka: Alexandre Alaunbrenner 
Papika: Robert Aboudaram
Dark Mamika: Frederika Goldberger

Star War:
Un grand merci a Arnaud Miralles de la 501
3PO: Valérie Michel
Biker: Elodie Bardeche
Amiral: Hubert Bardeche
Vador Pre-armor: Vincent Bardonnet
Rebel Legion: Laurent Broggini
Yoda: Vincent Brugger
Darth Vador: Laurent Guerisse, Benoit Cardenas
Tuaken: Maxime Cardenas
Jawa: Maxime Cardenas
R2D2: Raphael Gonot, Christophe P
princesse leia: Sabine Graissaguel
Yan Solo: Benoit Lecat
storm trooper: Gilles Legoux, Emmanuel pontie
Dark Maule: Guillaume Moure
Jango Fett: Damien Neyrac
Chewbacca: Vincent Perrier

Cat woman: Virginie Chomicki
green Lantern: Etienne De Beauvois
Captain america: Thomas Busson
Wolvering: Thibaut Delamote
Jocker: Simon Dubreuq
Hulk: Jamel Elgharbi
Alice un Wonderland: H Model Management/Prune Cervantes
Iron Man: Dorian
Batman: frederick Malhahieude
Wonderwoman: Lucile Marquis
Blanche neige: Marine Reed
Robin: Gregoire Thoby
Superman: Jonathan Tuil
Spiderman: Thibaut Delamote
Nemesis: Aurelien Chevalier

Prêt de montre: Antoine de Macedo
Graphisme: Ben Bensimon 
Pour leur aide: Angie Russo, Audrey Laffargue, Laurent Guerisse, Natasha Dubsky.

Encadrements sur mesures:
Carlos, Victor, Philippe chez Monttesuy.
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18/04/2014
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É da almeno due anni che sentiamo parlare dei Google Glass, i fantomatici occhiali futuristici prodotti dalla grande G. Se ne discute, si cera di capire quali siano i pregi e quali i difetti ma come spesso accade spesso se ne parla per sentito dire, gli esemplari attualmente disponibili sono non più di qualche migliaio. Ho avuto modo di provarli, questa è stata la mia impressione.
Non sono un filtro, ma un plus.

Mamma Google ci tiene a ricordare che si chiamano Glass e non Glasses perché non vogliono essere delle lenti attraverso le quali guardare il mondo, non vogliono essere un ulteriore filtro tra l’utente e la realtà. E’ solo Glass perchè si tratta soltanto di un prisma che si posiziona in alto del proprio occhio destro, vuole essere una cosa in più, non un ulteriore mezzo di alienazione, Google ha dichiarato fondamentale il fatto che la vista fosse libera lungo tutto l’orizzonte.

Ora come ora al mondo esistono poche migliaia di esemplari, gli attuali Continua a leggere ▷

possessori dei Glass sono chiamati explorer perchè appunto sono i primi esploratori, i primi pionieri. Qualche anno fa ormai si è fatto il primo girone di vendite per i fortunati primi explorer (1500 in tutto) qualche tempo fa sono stati fatti altri gironi di vendite, qualche migliaio in tutto.

Essendo attualmente poco più che dei prototipi sono tutto fuori che economici, questo giochino tecnologico costa 1500$ per chi ha la fortuna di aggiudicarsi uno dei pochi esemplari disponibili.

I rumors del web dicono che all’uscita avranno un prezzo al pubblico compreso tra i 300 e i 600 dollari, personalmente avevo già messo i soldi da parte, super gasato all’idea di avere uno dei gadget più futuristici in fase di progettazione.

Poi li ho provati.

Non sapevo come si sarebbe visto il fantomatico prisma, è piazzato come dicevo sopra l’occhio destro quindi per guardarlo bisogna guardare in alto, si vede meglio di quello che pensavo, è come avere una specie di grosso schermo trasparente che lascia intravedere quello che ci sta davanti ma mantenendo leggibile il testo proiettato su di esso, dicono essere equivalente a un 25 pollici HD guardato da circa 2,5 metri, insomma figata.

Google Glass

Senza antenna, altrimenti diventa un microonde.

Attualmente si possono fare poche cose con questo costoso gadget, per ovvi motivi di radiazioni e/o spazio/peso all’interno dei Glass non è presente un modulo GPS, come non è presente nessun tipo di connessione autonoma (GPRS, 3G, 4G, etc) c’è solo un modulo Bluetooth e Wifi.
Questo significa che si dovrà girare sempre con il cellulare tenuto in tasca con il Bluetooth/roaming attivato, tradotto: ciao batteria.

Le cose che si possono attualmente fare sono: fare foto, video, indicazioni stradali, chiamate/videochiamate, condividere status, mail e poco altro.

Scattare foto facendo l’occhiolino.

La cosa più interessante? Il poter scattare fotografie senza dire nulla, semplicemente mantenendo chiuso l’occhio destro per qualche istante.
Questa modalità crea non pochi problemi di privacy, chiunque potrà scattare fotografie senza essere notato (o quasi). Secondo me questa nuovo approccio alla fotografia aprirà tutto un nuovo mondo alla street photography, dove spesso non essere visti è la chiave vincente.

Sento le voci.

Ah si, non ho neanche citato l’audio a conduzione ossea: indossando i Glass e facendo partire un video, una videochiamata o qualsiasi altra cosa che riproduca dell’audio noi sentiremo come avessimo su degli auricolari mentre chi ci sta intorno non sentirà nulla, super comodo, odio avere gli auricolari che isolano troppo e ritrovarmi senza volerlo ad urlare mentre sto facendo una telefonata.

Ma quindi: figata o no?

Quando questi nuovi occhiali saranno disponibili al pubblico l’umano potrà finalmente mostrarsi nella sua vera natura, potrà finalmente farsi vedere per quello che è, cioè, un idiota.

Sembreremo tutti una massa di idioti.

Provando questo nuovo prodotto by G. e guardandomi allo specchio ho pensato subito ad una cosa: guarda quest’idiota.
Tralasciando per un istante il fatto che io sia un idiota con e senza occhiali, il primo pensiero che ho avuto è che chiunque metterà su questi occhiali apparirà semplicemente come un nerd idiota.

Mi immagino già quando questo prodotto sarà un po’ utilizzato e inizieremo ad incontrare varie persone in metro, in treno, in piazza, tutti quanti che guarderanno verso l’alto come fossero in piena crisi epilettica, a rendere il tutto ancora più ridicolo c’è il fatto che staranno parlando da soli per dare i comandi al loro nuovo amico tecnologico.

Ricapitolando

Questi occhiali sono una figata, finalmente qualcosa di diverso, negli ultimi anni non c’è più innovazione, i computer diventano sempre più veloci, i cellulari sempre più piatti, ma non c’è nulla da esclamare WOA! I Glass invece faranno nuovamente guardare con stupore chi gli indosserà ma forse siamo fin troppo nel futuro o semplicemente non ne siamo ancora abituati. Sono convinto che le persone indossandoli non sembreranno più delle stupide solamente quando il loro utilizzo sarà considerato normalità, fino a quel giorno meh.

Futuristici, forse troppo.

Se sono ancora convinto di comprare i Google Glass? Non lo so, probabilmente si, sono veramente troppo curioso di cosa potrei tirarci fuori a livello fotografico, aver le mani libere e contemporaneamente poter fotografare senza essere notato troppo. Per chi non se ne intende di tecnologia guardandomi mentre starò scattando loro una foto non avranno altro pensiero che come si fa ad andare in giro con occhiali così brutti? Boh.

Saranno veramente una svolta nel mondo della fotografia, quella di reportage ovviamente, ma anche per progetti personali dove il punto di vista sarà più personale che mai, essendo quello dei propri occhi.

 

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